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"Farsi trovare pronti", ci riuscirà Lorenzo Lucca?

  • Immagine del redattore: Andrea Ciccone
    Andrea Ciccone
  • 18 ago
  • Tempo di lettura: 5 min

C’è una frase che senti ripetere come un disco rotto negli spogliatoi, nelle interviste, nei bar. Una di quelle sentenze che a forza di essere pronunciate perdono la loro energia, diventando un rumore di fondo.

"Nel calcio bisogna farsi trovare pronti".

Scommetto che l'hai sentita mille volte. E scommetto che, come quasi tutti, hai annuito senza fermarti a pensare cosa significhi davvero, a livello neurologico, essere "pronto". Il tuo cervello non capisce le frasi fatte. Il tuo cervello capisce comandi, immagini, chimica.

Ora, ascolta bene. C'è un ragazzo di nome Lorenzo Lucca. Il Napoli ha staccato un assegno da 35 milioni di euro per lui. Un'etichetta pesante, un macigno di aspettative che schiaccerebbe chiunque. Poi, la scena che cambia in un istante: Romelu Lukaku, il titano a cui dovrebbe fare da riserva (almeno inizialmente), si ferma. Lesione di alto grado, fuori fino a novembre. Silenzio. I riflettori, prima puntati altrove, ora ti accecano. Tocca a te. Non tra un mese. Non domani. Adesso.

Cosa credi che accada nella testa di un giocatore in quel momento? Panico? Ansia? Preghiera?

Sbagliato. Se il lavoro è stato fatto prima, nella stanza più importante di tutte – quella tra le tue orecchie – non accade nulla di tutto ciò. Scatta un interruttore. Un programma neurale installato e aggiornato giorno dopo giorno, in silenzio, mentre nessuno guardava.

Questo articolo non parla di Lorenzo Lucca. Parla di te. E di come costruire quell'interruttore.


Decodificare il Comando: Cosa Significa Davvero "Essere Pronto"?

Iniziamo a parlare la lingua del tuo cervello. "Farsi trovare pronti" è un comando vago e inutile. È come dire a un computer "fai la cosa giusta". Non funziona.

Essere pronti, dal punto di vista delle neuroscienze, è uno stato di coerenza neuro-fisiologica pre-allineata a un evento futuro potenziale.

Tradotto per il campo: il tuo cervello e il tuo corpo non stanno "aspettando" un'opportunità. Stanno già vivendo e agendo come se quell'opportunità fosse la loro realtà operativa standard. Non è speranza. È programmazione.

Il cervello è una macchina predittiva. Costruisce costantemente modelli della realtà basati sui dati che gli fornisci. Se i dati che gli passi ogni giorno sono: "Sono la riserva", "Speriamo che il mister mi veda", "Se avrò un'occasione...", il modello che il tuo cervello costruirà sarà quello di un attore non protagonista. E quando la chiamata arriverà all'improvviso, il sistema andrà in tilt, perché dovrà caricare un software completamente nuovo sotto una pressione immensa.

Il segreto è installare il "Software del Titolare" molto prima di esserlo. E per farlo, devi agire su tre leve specifiche.


Le 3 Leve per... "Farsi trovare pronti"


Leva 1: La Visualizzazione Predittiva (Creare Ricordi del Futuro)

Scorda la visualizzazione da film in cui ti vedi segnare il gol della vittoria. È roba per principianti. La visualizzazione scientifica è creare memorie del futuro così vivide e dettagliate da ingannare il tuo cervello e fargli credere che siano già accadute. I neuroni che si attivano osservando o immaginando un'azione sono in parte gli stessi che si attivano eseguendola. Stai creando le autostrade neurali prima di doverle percorrere a 200 all'ora.

  • Protocollo Pratico: Questa sera, per 10 minuti, non "immaginare" la partita. "Ricordala". Chiudi gli occhi. Senti l'odore dell'erba del tuo stadio. Senti la trama della maglia sulla pelle, la pressione dei tacchetti sul terreno. Ora, rivivi una sequenza di gioco specifica. Non una giocata da highlights. Una giocata difficile. Una palla sporca che ti arriva con l'uomo addosso. Senti l'impatto, la torsione del corpo per proteggerla, il suono del tuo piede che la scarica precisa sul compagno. Ripeti la sequenza tre, quattro, cinque volte. Dettaglio dopo dettaglio. Stai rendendo l'eccellenza un processo automatico, non un colpo di fortuna.

Leva 2: Il Dialogo Interno Strategico (Le Parole che Diventano Chimica)

Il tuo cervello prende ogni parola che dici e che pensi in modo letterale. Non ha il senso dell'umorismo. Se ti dici "Non devo sbagliare questo controllo", il cervello processa l'immagine di "sbagliare questo controllo" e inonda il tuo corpo con il cortisolo, l'ormone dello stress. Hai appena detto al tuo corpo di prepararsi a fallire.

Devi diventare un maestro della tua linguistica interiore. Le parole non descrivono la tua realtà. La creano.

  • Protocollo Pratico:Da oggi, bandisci dal tuo vocabolario interno le seguenti frasi "tossiche" e sostituiscile:

    • NON DIRE: "Speriamo di giocare".

      • DI' INVECE: "Mi preparo per essere la scelta inevitabile".

    • NON DIRE: "Se il mister mi dà una chance...".

      • DI' INVECE: "Quando sarò in campo, il mio compito è...".

    • NON DIRE: "Non devo essere nervoso".

      • DI' INVECE: "Resto lucido e concentrato".

La prima versione di ogni frase comunica passività, speranza, dipendenza da fattori esterni. La seconda comunica controllo, certezza, proattività. Il tuo sistema nervoso sentirà la differenza e risponderà di conseguenza.

Leva 3: Il Rituale di Attivazione (Prendere il Controllo Attraverso i Processi)

La pressione non nasce dall'evento in sé, ma dalla tua reazione all'incertezza. Il cervello umano odia il caos. Per metterlo in uno stato di massima efficienza, devi dargli ciò che ama di più: schemi e prevedibilità. Un rituale pre-partita non è scaramanzia. È un algoritmo neurologico. È una sequenza di azioni familiari che comunicano al tuo sistema nervoso: "Questo scenario è sotto controllo. Conosco questo processo. So esattamente cosa sta per accadere e come devo sentirmi". Questo libera risorse mentali preziose, spostando l'energia dall'ansia all'esecuzione.

  • Protocollo Pratico:Costruisci una "catena di controllo" per i momenti chiave. Non deve essere complessa. Deve essere tua e deve essere ripetuta fino a diventare automatica.

    1. Ingresso in campo: Definisci la tua sequenza. Esempio: ultimo sorso d'acqua, allaccio la scarpa sinistra poi la destra, tre saltelli sul posto, tocco l'erba con la mano. Non importa cosa fai. Importa che sia sempre la stessa sequenza. Stai creando il pulsante "play" della tua performance.

    2. Reset dopo un errore: L'errore è inevitabile. Il crollo mentale che segue, no. Crea un micro-rituale di reset immediato. Esempio: ti rialzi, fai un respiro profondo e controllato (inspirazione per 4 secondi, espirazione per 6) e ti dici una parola chiave ("Reset", "Prossima azione", "Avanti"). Questo interrompe il loop negativo del cervello e ti riporta forzatamente al presente.

    3. Prima di un rigore o di un calcio piazzato: Costruisci una bolla di concentrazione. Esempio: posizioni la palla, fai tre passi indietro, guardi la porta, poi il pallone, respiro profondo, fine. Questo rituale blocca fuori il rumore, le urla, la pressione del portiere e ti isola nel tuo processo.

Esegui questi rituali in ogni singolo allenamento. Devono diventare parte di te, automatici come respirare. Così, quando il mondo ti guarderà, tu non dovrai "cercare" la concentrazione. Sarà la tua routine a portartela.

La Tua Occasione Ha Già il Tuo Nome Scritto Sopra

Il momento di Lorenzo Lucca non è iniziato il giorno dell'infortunio di Lukaku. È iniziato centinaia di giorni prima, in ogni allenamento finito con uno scatto in più, in ogni "memoria del futuro" creata in solitudine, in ogni parola potenziante sussurrata a se stesso. I 35 milioni non sono il prezzo del suo cartellino. Sono il valore di una mente preparata, o almeno è ciò che spero e mi auguro per lui.


La tua panchina non è una punizione. È il tuo laboratorio. Il tuo campo di allenamento invisibile.

La prossima occasione, quella che può cambiarti la carriera, non ti manderà un preavviso.

Ha già il tuo nome scritto sopra e sta viaggiando verso di te. La vera domanda non è "se" arriverà, ma "cosa" troverà quando busserà alla tua porta.

Smettila di sperare. Inizia a programmare.

Fatti trovare pronto. Anzi, riformulo il comando: sii pronto, adesso.



Lorenzo Lucca in maglia Napoli, foto Getty Images

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